Friulano 2018

Un grande vino,
dalle mani dei padri
a quelle dei figli.


Nella lingua madre, quella “di qui”, tra amici si dice ancora oggi “bevìnsi un taj”. Significa “beviamoci un taglio” (un bicchiere). Il rituale si ripete da tempo immemorabile, da molto prima che il vino divenisse alta moda e profonda cultura. In quel tempo, i confini del mondo conosciuto, e le colonne d’ercole che lo delimitavano, erano le panche di legno intorno al focolare (fogolàr). Al massimo le mura di casa, o il gelso in fondo al vigneto. e il bicchiere che accomunava tutti era tocai friulano: “il friulano”, punto e basta. Sotto il sole e la luna si sono alternate le stagioni e i figli sono diventati padri. La vigna ora è bio: il rito e la buona terra saranno così tramandati e conservati. Ancora per molto, molto tempo a venire.

UVE
Friulano

  • L’approccio bio al vigneto comporta il rispetto di molte regole e l’adesione a una vera e propria filosofia nel rispetto profondo dell’ecosistema e dei suoi cicli. Non solo quelli vitali ma anche quelli lunari, sui quali ogni anno è redatto il calendario che guida le nostre azioni in vigna e in cantina. Sono infatti il sole e la luna che stabiliscono tempi e modi. Le uve, inoltre, le raccogliamo rigorosamente a mano per selezionare i migliori grappoli da destinare alla vinificazione naturale.

    Tutto il ciclo produttivo comporta un impegno notevole ed è volto alla ricerca della perfezione, svolgendosi nel profondo rispetto della natura e delle sue forme di vita. Questo tipo di approccio ci ripaga: restituendoci un ambiente sano, una grande biodiversità, una straordinaria ricchezza di apporti provenienti da tutte le piante, le erbe, i fiori e gli insetti che popolano il vigneto e contribuiscono naturalmente alla sostenibilità e alla salvaguardia dell’ecosistema.

  • Età media vigneto: 50 anni
    Forma di allevamento: cappuccina
    Momento della vendemmia: fine settembre
    Modalità di raccolta: manuale
    Comune di produzione: Cormòns (GO)

  • Le uve vengono diraspate e sottoposte a macerazione con sistema “Ganimede” ad 8°C per 48 ore. Questo consente di ottenere un’estrazione delicata ed efficace delle sostanze nobili, utilizzando il potenziale naturale del gas di fermentazione che rimane in circolo all’interno del maceratore. La macerazione pellicolare dinamica avviene quindi in un ambiente perfettamente saturo di anidride carbonica, a garantire la protezione da ossidazioni. La fermentazione naturale avviene a temperatura di 18°C, con contatto bucce-mosto per un periodo di una settimana. Quando l’estrazione comincia ad essere “importante” si effettua la svinatura. A questo punto il mosto vino prosegue con la fermentazione, parte in vasche d’acciaio e parte in tonneaux di rovere da 500 L. Segue l’affinamento sui lieviti per circa 6 mesi e l’imbottigliamento in primavera.

  • Pietra focaia al naso. Poi mandorla tostata e una parvenza d’incenso che ci porta lontano nel tempo. Ha colore giallo paglierino carico. Complesso ed elegante, il nostro sa di pera matura e fiori d’acacia.

  • Da offrire solo ai migliori amici. Davanti al calice di Friulano ci si racconta storie, nelle sue trasparenze dorate si intravedono i profili delle nostre colline a Pradis, Russiz e Zegla. Il Friulano si sposa solo alle cose vere: ama il prosciutto di San Daniele, che si scioglie in bocca come una risata, e tutto ciò che la terra e la tradizione di qui ci offrono tutto l’anno: dai risotti d’asparagi agli affettati, dai formaggi di territorio alle carni bianche a chilometro zero, fino alla minestra fatta con le verdure buone. Quelle raccolte nell’orto della nonna.

    TEMPERATURA DI DEGUSTAZIONE: 12°C
    GRADO ALCOLICO: 13% vol
    ACIDITÀ TOTALE: 5,40 g/l

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